Diario di un'intervista

Ciao e grazie di cuore per essere qui a leggere questo articolo speciale!

E’ veramente con molta emozione ed altrettanta gioia che oggi mi appresto a scrivere queste righe! Oggi infatti non parlerò solo di cosmetici, anzi, parlerò soprattutto di persone e scelte di vita fuori del comune.

In particolare l’articolo riguarderà la scelta straordinaria di una ragazza eccezionale, Celeste, che ho avuto occasione di conoscere per caso, ma della quale ho voluto approfondire la conoscenza perchè particolarmente interessante e singolare …ho scoperto successivamente che tanto singolare non è!!!

Oggi non sarò io a raccontare, ma sarà lei stessa a raccontarsi, attraverso le risposte che pazientemente ha fornito alle mie innumerevoli domande! Per questo, e per tutto ciò che ha condiviso con me, la ringrazio infinitamente!

Celeste, con la tua contagiosa semplicità, mi hai aperto una strada nuova, da percorrere con impegno e costanza, ma non senza una buona dose di umorismo!!!

Iniziamo dal principio!

Un giorno di fine estate ricevo un ordine sul mio e-shop di cosmetici ecobio, nelle note del quale leggo testualmente: “…possibilmente non avere plastica nell’imballaggio del pacco ma solo carta o cose biodegradabili. Grazie”. Subito non mi è sembrata una richiesta tanto speciale perchè è una procedura che cerco di attuare sempre nella gestione degli ordini! Anzi, è un principio che mi sono posta fin dall’inizio: usare carta, cartone, materiale biodegradabile o materiale riciclato dai pacchi dei fornitori. Ma successivamente io e Celeste ci siamo scritte e in uno dei messaggi lei mi ha specificato “…la mia richiesta è così particolare perchè sto cercando di ridurre il più possibile i miei rifiuti“.

Quest’ultima frase mi ha incuriosito a tal punto da indurmi a tartassarla di domande 😀 ! Da questo momento è iniziato un intenso scambio di opinioni e di informazioni, vorrei dire bidirezionali, ma è soprattutto Celeste che, con le sue preziosissime indicazioni, mi arricchisce ogni giorno di più! Io cerco di concretizzare il più possibile ciò che ho scoperto grazie a lei e al mondo che mi ha fatto conoscere!

Tra le tante cose che ho imparato, ho scoperto con grande sorpresa che ci sono moltissime persone in tutto il mondo che praticano quotidianamente la scelta di ridurre al minimo i rifiuti prodotti, arrivando in molti casi a ZERO RIFIUTI! Ti sembra impossibile??? La risposta è no! E’ possibilissimo!!! Se non arrivare a zero rifiuti almeno ridurli di molto si può! Come??? Scopriamolo con Celeste!

Carissima Celeste, vuoi dirci qualcosa di te per iniziare questa intervista?

Con piacere! Come prima cosa però vorrei ringraziarti per questa opportunità! Anche se il mio percorso è ancora lungo, per me è importante poter condividerlo con le persone.

Mi presento: mi chiamo Celeste, ho 21 anni e sono una studentessa di Ingegneria. Sono una delle 14 autrici del sito retezerowaste.it e la redattrice della mappa delle realtà locali che vendono prodotti sfusi. Ho aperto i miei profili social su Instagram e su Facebook come “The Ethical Choice” per poter essere d’aiuto e di ispirazione a chi, come me, vuole fare qualcosa di utile per l’ambiente, le persone e gli animali, pur non volendo spendere soldi in più o rinunciare a comodità ed estetica.

The Ethical Choice

Puoi spiegare cosa significa ‘zerowaste’?

Non c’è una vera traduzione italiana, ma è un movimento e uno stile di vita intrapreso da migliaia di persone in tutto il mondo che ha come scopo principale quello di prendere consapevolezza e ridurre i propri sprechi e rifiuti. E’ un percorso personale che ognuno affronta a modo suo, cercando man mano di cambiare ciò che gli è possibile. Non è importante il traguardo, ma il CAMMINO e le SCELTE DI OGNI GIORNO. La zerowaste include e si collega a molte iniziative come il minimalismo, il riciclo, il rifiuto degli oggetti usa&getta, di quelli in plastica e di molto altro, ma come ho già detto dipende da persona a persona, in base alle opportunità ed alle esigenze di ognuno di noi.

Come ti sei avvicinata a questa realtà? E perchè hai deciso di metterla in pratica?

Sono passati 4 anni da quando ho preso consapevolezza dell’importanza che ha ogni mio acquisto e lentamente ho conosciuto molti stili di vita e iniziative che mi hanno aperto gli occhi verso realtà differenti, ma ammetto che fino a giugno di quest’anno (2017) non mi ero mai posta alcuna domanda sulla quantità di rifiuti che producevo, nè sull’impatto della plastica. Ho sempre pensato che riciclare fosse l’obiettivo a cui fermarsi.

Ma proprio a giugno di quest’anno, grazie all’iniziativa #plasticfreejuly ho scoperto il MONDO ZEROWASTE e, assieme ad altre ragazze, abbiamo creato un gruppo per imparare le une dalle altre. Ora quel gruppo è diventato enorme! Una piccola rappresentanza del gruppo (tra cui io) ha deciso di creare un sito di riferimento per la zerowaste in Italia.

Da quando ti ho conosciuto ho cercato anch’io di mettere in pratica alcune strategie per ridurre i rifiuti che la mia numerosa famiglia produce (ad esempio ci facciamo pane e yogurt in casa, usiamo borse di tessuto per la spesa, bottiglie di vetro per l’acqua e acquistiamo in modo più consapevole rifiutando ciò che è contornato di plastica e polistirolo), ma onestamente non è sempre semplice organizzare tutto questo! Si cade continuamente nelle vecchie abitudini!

Quali sono le maggiori difficoltà che incontri tu nell’attuazione di questo percorso?

Premetto che non sono affatto perfetta e che sono ben lontana dall’obiettivo “solo compost in casa”(*), ma ho fatto passi da gigante facendo poche scelte. Le difficoltà più grandi le incontro quando devo spiegare il mio stile di vita a qualcuno che è molto distante dal mio “livello” perchè non voglio sembrare estremista e mi identifico molto con chi è ancora ai primi passi. Non si può mica pretendere che una persona diventi zerowaste in un batter d’occhio! Quindi cerco sempre di consigliare i passi più semplici e immediati che quella persona può fare. Anche solo buttare le bottiglie di plastica nella differenziata, anche se mi piacerebbe direttamente che non le comprasse proprio. Ogni piccolo miglioramento per me è un TRAGUARDO!

(*Mi permetto una piccola parentesi per approfondire questa affermazione…

Una signora, Bea Johnson, attualmente residente negli Stati Uniti, ha scelto di mettere in pratica la zerowaste coinvolgendo tutta la sua famiglia. Ha poi deciso di raccontare la sua esperienza scrivendo il libro ‘Zero Waste Home…‘, tradotto in italiano ‘Zero Rifiuti in casa‘, in cui dare spunti ed indicazioni a quanti vogliano intraprendere questo stile di vita. In questo libro Bea individua 5 tappe da seguire per semplificare al massimo l’attuazione di questa pratica:

  1. RIFIUTARE ciò di cui non abbiamo bisogno;
  2. RIDURRE ciò di cui si ha bisogno;
  3. RIUTILIZZARE ciò che si consuma;
  4. RICICLARE ciò che non può essere rifiutato, ridotto e riutilizzato;
  5. RIDURRE IN COMPOST tutto il resto.
Piramide 5R

NB: ‘…lo Zero Rifiuti non incoraggia il riciclaggio, perchè tiene conto delle variabili e dei costi legati alle operazioni del riciclaggio. Il metodo Zero Rifiuti contempla il riciclaggio come un trattamento alternativo dei rifiuti e, sebbene lo includa, lo considera come l’estremo intervento prima della discarica, come lo è il compostaggio.’ tratto da ‘Zero Rifiuti in casa’, Bea Johnson, Logart Press Editore 2017).

Accanto a ciò incontro comunque tutti i giorni anche delle difficoltà pratiche. In particolare all’inizio del percorso! In casa si possiedono ancora così tanti prodotti da smaltire, che non si ha subito la soddisfazione di vedere i propri cestini svuotarsi. Allo stesso tempo ci vuole un po’ per riuscire a trovare le alternative migliori ai prodotti che utilizziamo quotidianamente. Per questo ci vuole pazienza, e ogni volta che si va a fare la spesa si butta un occhio ai prodotti che potrebbero sostituire in modo più sostenibile ciò che abbiamo in casa. Poi quando devo acquistare un nuovo particolare oggetto faccio prima una ricerca in internet per trovare un brand etico ma comunque economico che lo produca. Inoltre mi segno tutto ciò che mi viene consigliato o che trovo in giro, perchè potrebbe essermi utile in futuro.

Quali sono le sfere della tua vita che hai dovuto rivedere maggiormente?

Anche se non è prettamente un cambiamento zerowaste, non posso non nominare l’ambito abbigliamento. E’ stato un cambiamento radicale! Ma attenzione: non solo è stato facile, ma mi ha reso enormemente più felice! Dopo aver visto il film ‘The true cost’ ho deciso di acquistare solo vestiti e scarpe nei mercatini dell’usato o in negozi etici/fair trade. Ogni acquisto che faccio mi riempie il cuore, risparmio un sacco di soldi e sono entusiasta di ogni vestito che ho nell’armadio.

Per non parlare poi del settore cosmesi e makeup! Da sempre sono appassionata di cosmesi “ecobio”, ovvero con buon INCI (elenco degli ingredienti) e certificazione biologica, ma per anni mi sono circondata di mille flaconi e barattoli in plastica che gettavo direttamente nel cestino una volta che il prodotto si esauriva. Ora sto lentamente finendo le scorte e ogni prodotto con il packaging in plastica viene sostituito da uno con il minor packaging possibile e composto di materiali più ecologici. Alcuni prodotti provo ad autoprodurmeli in casa, ma nel mercato c’è già un’alternativa per qualsiasi cosa! Non a caso il mio primo ordine su questo e-commerce è stato di saponette per viso e corpo, in sostituzione al detegente liquido, e creme mani in bellissime confezioni di alluminio (che sicuramente riutilizzerò!) al posto di quelle plasticose.

Sullo shop online di AngoloBio puoi trovare una selezione di prodotti zerowaste, a cui ho riservato una sezione specifica che è in continua evoluzione! Inoltre mi sto impegnando per inserire in tutte le schede prodotto specifiche indicazioni relative al packaging.

Nelle scelte che si fanno spesso ci fa condizionare dall’opinione altrui, o viceversa succede che le persone si facciano trascinare… I tuoi cari ed i tuoi amici come hanno preso la tua scelta?

Ognuno in modo diverso! Come ho già detto, non voglio fare pressione su nessuno, quindi lascio che siano loro a farmi domande e a chiedere consigli. Alcuni condividono le mie idee, ma non hanno ancora fatto loro questa battaglia, altri invece hanno fatto dei piccoli o grandi cambiamenti e ora sono decisi a non tornare indietro.

Ci sono realtà commerciali o aziende che favoriscono questa pratica di riduzione dei rifiuti?

Certo! Alcune appoggiano al 100% questo stile di vita fornendo ottime alternative ad oggetti inquinanti che usiamo ogni giorno. Altre invece non sono ancora consapevoli di questo problema, ma nei loro cataloghi hanno già qualcosa che si presta alla riduzione dei rifiuti senza neanche saperlo. Ad esempio propongono oggetti riutilizzabili e durevoli che possono sostituire quelli usa e getta, oppure prodotti in materiali più ecologici della plastica.

Poi ovviamente ci sono i negozi sfusi, il paradiso degli zerowaste! Si tratta di negozi in cui si può fare la spesa senza portarsi a casa alcun tipo di imballaggio. Per acquistare si utilizzano i propri contenitori, flaconi e sacchetti e questo permette il risparmio fino al 30% della spesa in confronto allo stesso prodotto imballato! Inoltre si può scegliere da soli la quantità necessaria, così da evitare sprechi di cibo. Un negozio sfuso che ha davvero tutto e a prezzi ottimi è Negozio Leggero, nato a Torino, ma ora diffuso in tutta Italia. (Negozio Leggero lo trovi online su questi canali: sito internet, Facebook e Instagram).

Come vedi il futuro dello Zerowaste in Italia?

Sono molto fiduciosa perchè da una parte molti hanno già intrapreso questo percorso e dall’altra trovo ogni giorno persone che sono felici di ascoltare ed apprendere questo stile di vita. Alcuni lo sono già senza sapere effettivamente cosa sia questo slogan, altri sono semplicemente ancora non consapevoli, come lo ero io pochi mesi fa. Ecco perchè anche se le etichette spesso non piacciono, può essere molto utile dare un nome ad ogni iniziativa, come è successo per la zerowaste. Allo stesso tempo però bisogna essere in grado di agire con atteggiamento critico ed approfondire ciò che si impara.

Che consigli ti senti di dare a chi ti sta leggendo?

Il mio primo consiglio è di partire sempre dai cambiamenti più facili, senza pretendere troppo da noi stessi. Non è una gara e non deve essere un sacrificio! Siamo tutti diversi, quindi i nostri percorsi saranno diversi. Per consigli pratici invece potete trovare la guida I primi 10 passi sul nostro sito Retezerowaste, oltre che altri articoli informativi e guide specifiche. Sul gruppo Facebook Rete Zero Waste Italia potete fare tutte le domande inerenti questo argomento e troverete sempre qualche esperto pronto ad aiutarvi.

A conclusione di questa nostra piacevolissima chiacchierata, ti vorrei chiedere se puoi indicare una sorta di bibliografia/sitografia in cui approfondire il tema della riduzione dei rifiuti e trovare spunti concreti per passre all’azione.

Le tipologie di informazioni possono essere di due tipi: guide pratiche per attuare le scelte di ogni giorno e approfondimenti per capire al meglio perchè questo cambiamento sia necessario. Per quanto riguarda la prima categoria cito il testo che hai indicato più su ‘Zero Rifiuti in casa di Bea Johnson’, mentre per la seconda tipologia di informazioni si possono vedere alcuni eloquenti documentari: ‘A plastic ocean‘, ‘Before the floor‘, ‘Trashed, ‘The true cost‘ e ‘Minimalism(ai link trovate i trailer in inglese).

A breve troverete tutte queste informazioni anche sul sito retezerowaste.it. Nel frattempo su Instagram e su Facebook potete utilizzare #retezerowaste. Troverete così tutti i post della rete zero waste con numerosi spunti!

Conclusione

Come dice saggiamente Celeste non devi pretendere di diventare subito zerowaste al 100%! L’importante è che ciascuno dinoi metta in atto poche, semplici, ma costanti azioni per iniziare il cambiamento verso un consumo più consapevole e rispettoso. In questo modo non diventa un’esperienza stressante, ma un percorso gratificante che ti spingerà a progredire sempre di più!

Non mi resta che ringraziare ancora tantissimo Celeste! Il nostro incontro e la nostra amicizia mi ha veramente cambiato la vita ed ha stimolato in me la ricerca di vie alternative per acquistare, fare e riutilizzere le cose! Grazie di cuore Celeste, perchè hai seminato e continui a farlo! Spero che i semini che getti quotidianamente trovino sempre terreno fertile su cui crescere e svilupparsi!

Spero che anche tu che stai leggendo troverai ispirazione da queste parole che abbiamo scritto a quattro mani, per iniziare a modificare qualche piccola abitudine e renderla meno impattante per l’ambiente e gli esseri viventi che lo abitano!

Grazie di tutto cuore per ever letto fino a qui, se pensi che queste poche righe possano essere utili per un futuro migliore, condividi l’articolo con i tuoi amici! E se ti va, hai la possibilità di condividere le tue impressioni e la tua esperienza lasciando un commento qui sotto!

Un carissimo saluto,

Federica

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